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L’impatto sulle imprese dello scontrino elettronico. L’analisi del Presidente Claudio Bettazzi

“Dal 1° gennaio sono stati aboliti i vecchi scontrini o ricevute fiscali, sostituiti dal nuovo documento commerciale di vendita o prestazione: lo scontrino telematico o scontrino elettronico che nel nostro caso – precisa il Presidente Claudio Bettazzi –  interessa maggiormente alcune categorie che svolgono servizi al consumatore finale come parrucchieri, estetiste, meccanici, carrozzieri o impiantisti. L’aggravio e le complicazioni non sono di poco conto, sia sul piano finanziario che su quello operativo visto che parliamo di piccole o microaziende che non possiedono né il personale né le competenze tecnologiche per far fronte a questa novità. Sul primo fronte infatti le imprese sono chiamate a dotarsi entro giugno prossimo di un registratore di cassa telematico dal costo medio di 500-600 euro (anche se è previsto uno sconto fiscale di circa 250 euro che però copre solo parzialmente il costo sostenuto) al quale si lega l’ulteriore spesa di 100 euro in media per la manutenzione annuale, che non è coperta da alcun contributo. E’ evidente – prosegue Bettazzi – che le piccole imprese che operano in regime forfettario, e dovrebbero essere agevolate, si sentono invece ulteriormente penalizzate perché vengono di fatto equiparate ad aziende di dimensioni ben più grandi. Inoltre, a peggiorare la situazione va detto che la nuova normativa è partita senza una specifica circolare esplicativa che i nostri uffici attendono ormai da mesi. Anche per questo, quasi tutti gli artigiani interessati da questo cambiamento si sono si sono rivolti a noi per affrontare questo passaggio, hanno partecipato agli incontri che abbiamo organizzato per fornire informazioni capillari e spesso personalizzate e si affidano ai nostri uffici fiscali per essere guidati nella procedura temporanea per l’accreditamento del registratore di cassa che durerà fino a giugno prossimo, data in cui ci si dovrà dotare del registratore telematico per mettersi in regola. Dal canto nostro – conclude il Presidente –  stiamo facendo tutto il possibile per aiutare i nostri associati in questa fase di passaggio, ma ciò non toglie che questo cambiamento venga percepito solo come un ulteriore onere fiscale che, da un lato, impone aggravi finanziari, tempistiche sempre più strette e incertezza sulle procedure mentre dall’altro, a nostro parere, difficilmente servirà a combattere seriamente il fenomeno dell’evasione”.

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